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Il packaging nella vita quotidiana


“Anyone can design a logo. But not everyone can design the right logo.”
– Davi Airey, designer-
 

Il packaging ha acquisito un ruolo talmente rilevante nella vita quotidiana del consumatore che, non solo per soddisfare l’esigenza materiale di nutrirsi ma anche per rispondere ai bisogni e desideri più nascosti, un qualche tipo di imballaggio è diventato praticamente necessario, un elemento spesso scontato del quotidiano.

E’ particolarmente interessante l’analisi di alcuni packaging che si possono definire “classici”: hanno avuto successo per l’introduzione di innovazioni tecnologiche o di design oppure attraverso un marchio forte immediatamente riconoscibile.

Il barattolo, il contenitore per le uova, la lattina, forme industriali pressoché identiche da centinaia di anni, nascondono in realtà una costante ricerca dell’essenzialità e della riduzione, che implica una continua e progressiva messa a punto del progetto e dei processi di produzione. 

Il packaging diventa non solo veicolo primario per riconoscere la marca e fissarne l’identità, ma rappresenta un elemento assoluto di riconoscibilità e indice incontrastato d’affermazione presso il pubblico. In questi casi l’imballaggio conduce una vita autonoma nel racconto dei media tramite il proprio alter-ego comunicativo: il blu della pasta Barilla, il giallo del Mulino Bianco, la bottiglia della Coca-Cola traducono in immagine la personalità del prodotto tanto da permetterne un’identificazione senza indugi sullo scaffale dopo essere già state memorizzate attraverso il passaggio di una rivista o di una pubblicità televisiva.

Fonti e sitografia: http://www2.unipr.it/~arte/Docenti/bianccibo/Stefania%20Bertani/Bertani.htm

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