Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

Funzionalità e comunicazione nel Packaging e Marketing

Il packaging riveste il ruolo più importante nell’identità del prodotto, in quanto contiene tutte le informazioni necessarie o significative relative ad esso e rappresenta talvolta l’unico strumento di affermazione sul mercato, ricoprendo, quindi, una notevole importanza in termini di successo commerciale.


Questo aspetto è di competenza primaria, benché non esclusiva, della grafica che dichiara immediatamente il nome del prodotto, identifica la marca d’appartenenza e rappresenta il contenuto. Il marchio si trasforma in testimone di fedeltà o diventa per così dire una protesi, che viene a colmare una manchevolezza dell’oggetto in quanto merce.
Spesso accade che si è costretti sempre più spesso a chiedere al marchio di colmare il deficit d’identità da cui sono affetti.

Il marchio, sempre visibile sul contenitore, diventa valore aggiunto, simbolo di riconoscimento, distinzione, certezza per un consumatore sempre più disorientato di fronte alle proposte del mercato, dove “marche generiche”, ossia prodotti anonimi riuniti sotto ad un’unica firma, si mescolano a “marchi ad ombrello”che sviluppano all’interno del marchio originario una serie di nomi propri capaci di diventare talvolta assolutamente autonomi.

La marca diventa immagine, per costruire la quale bisogna fare riferimento ad un sistema variamente articolato dove l’imballaggio, collocandosi tra aspetti sociali, economici e comunicativi, arriva a qualificarsi come rappresentativo di tale marca: occorre che i suoi diversi aspetti costituivi mostrino uniformità e siano ugualmente opportuni nel processo di significazione cui si sottopongono gli oggetti.
Richiamando l’insegnamento della scuola greimassiana si possono identificare tre livelli nel processo di significazione:

  • il primo, assiologico, dona valore alla marca e pertanto diviene nucleo della sua essenza,
  • il secondo, narrativo, illustra come i valori già acquisiti possano essere raccontati,
  • infine il terzo, discorsivo, “abbellisce” i racconti con le sensazioni umane.

A questo punto non appaiono più casuali i modi scelti per la rappresentazione dei prodotti, che devono offrire all’istante un’immagine pronta non solo a riflettere il contenuto ma anche a soddisfare la ricerca – spesso emozionale – dell’acquirente: la confezione attraverso la grafica racconta non necessariamente il prodotto reale, ma quello che era prima di essere trattato industrialmente o quello che potrebbe diventare dopo una manipolazione successiva da parte del consumatore.
L’involucro degli omogeneizzati mostra la frutta da cui sono stati ricavati e in genere offre indicazioni riguardo ai metodi di coltivazione, le buste delle minestre liofilizzate presentano succulenti piatti in cui si dovrebbe trasformare la polverina in esse contenuta eseguendo correttamente tutte le fasi di preparazione.

Lo stile di queste immagini si potrebbe definire iper-realistico nell’intrinseco senso etimologico di figure che non hanno come scopo solo quello di rappresentare un oggetto concreto, ma
di tradurre visivamente una realtà già modificata.
Nonostante ormai non vi sia nessun rapporto tra la figura esterna e il contenuto della scatola, la prima richiama il fantasma del cibo nella sua condizione ideale. Una sorta di prototipo del piatto come dovrebbe essere.


Esistono altri casi in cui è la forma a creare una forte immagine di prodotto tanto da identificarsi con esso: quella che Lorusso definisce efficienza psicologica della forma , distinguendola dall’efficienza funzionale – da una parte imballaggi semplici e dalle dimensioni costanti per favorire il trasporto e la distribuzione, dall’altra contenitori in grado di attirare l’attenzione del pubblico, facendo leva su valori emozionali o creando particolari connessioni con gli oggetti scelti come riferimento.

Fonti e Sitografia: 
Google immagini 
The Influence of the Product Package on Functional and Symbolic Associations of Brand Image- Gaëlle Pantin-Sohier;  Volume: 24 issue: 2, page(s): 53-71; Article first published online: June 1, 2009; Issue published: June 1, 2009
https://paolareghenzi.it/principi-della-composizione/che-cose-il-packaging/
http://www.packagingobserver.com/category/design/



Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: