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Campari Soda

Il romanzo Campari si lascia leggere con facilità, attraverso la semplice descrizione dei prodotti che dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri ne hanno segnato la storia: il Cordial, il Bitter e successivamente il Campari Soda (formato da Bitter e Soda) si presentano come nuovi alcolici nella tradizione italiana fatta di grappe e vini, rispondendo tempestivamente all’allargato consumo di beni superflui da parte di nuove classi.
Vera novità soprattutto nei metodi di consumo è il Campari Soda, lanciato sul mercato nel 1932 con un’ampia campagna pubblicitaria : un derivato del Bitter che, eliminato il cerimoniale di bottiglia, sifone e bicchieri, permette di gustare il prodotto con la disinvoltura di una bibita analcolica grazie alla piccola confezione monodose, igienica e pratica, al vetro smerigliato che facilita l’impugnatura e al tappo a corona che, a differenza del tipo a vite, suggerisce un consumo rapido e totale .

La bottiglietta riprende le fattezze di un calice rovesciato che ritrova la sua identità nel momento in cui la confezione, capovolta, viene portata alla bocca: un omaggio al passato quando l’aperitivo si poteva bere solo in bicchieri di quel tipo nell’elegante atmosfera di un bar o di un importante ricevimento.

La forma sintetica e troncoconica, funzionale rispetto alle esigenze della produzione industriale, tanto da essere presentata nel volume “Disegno italiano – forma progetto e produzione” (1979) come tipologia di design innovativo, sembra richiamare la dinamica futurista, legame che viene esplicitamente confermato dalla testimonianza secondo la quale Davide Campari avrebbe partorito l’idea assolutamente originale del “calice rovesciato” (nel rovesciare c’è un esplicito riferimento al movimento come motivo ispiratore) a contatto con Fortunato Depero, che già dalla metà degli anni Venti lavora come grafico per l’azienda.
Oltre a Depero altri importanti nomi attraversano la tradizione pubblicitaria Campari da Dudovich a Capiello, ma sono i manifesti più semplici, quelli senza firma autoriale, a offrirci il migliore ritratto del Campari Soda sempre associato alla festa come momento d’interruzione dell’ordine, ossia d’evasione: una gita al mare, una passeggiata in montagna o una pausa dopo l’attività sportiva. La bottiglietta in sostanza è riuscita a rappresentare un nuovo costume del vivere civile.

Camparisoda, una storia d’arte, design e creatività
Camparisoda nasce nel 1932. La sua inconfondibile bottiglietta conica, disegnata da Fortunato Depero, è ancora oggi icona dell’aperitivo italiano.

Il primo legame con l’arte e la creatività risale al 1932, quando Davide Campari chiese a Fortunato Depero di ideare la bottiglia per il primo aperitivo monodose. Il flacone, come veniva chiamato, ha la forma di un calice rovesciato. Con l”ideazione della bottiglia Depero crea la sua opera più significativa per l’azienda milanese.
La forma conica è distintiva dell’opera di Depero per Campari già dalla metà degli anni Venti.

L’artista la disegna in un bozzetto nel 1925, “Pupazzo che beve il Camparisoda”. Il Camparisoda cui fa riferimento il titolo è quello preparato dai baristi e non il prodotto che giungerà sul mercato sette anni più tardi. Un pupazzo sorseggia un aperitivo da una bottiglia che sembra avere proprio i tratti della bottiglia di Camparisoda! Lo schizzo diventerà nel 1926 un modello in legno verniciato in bianco e sempre nel 1926 un manifesto realizzato con la tecnica del collage di carte colorate. L’anno successivo, il 1927, con “China su cartoncino” ritorna la orma conica in un manifesto pubblicitario Camparisoda. Nel 1928 infine un disegno a matite colorate.
Davide Campari denuda la bottiglia dell’etichetta per far risaltare l’intensa tonalità di rosso attraverso il vetro e stampa a rilievo il nome del marchio e della ditta: “Preparazione speciale, Davide Campari & C. Milano – Campari Soda”.

I tratti distintivi della bottiglia sono e rimarranno la forma, il colore, il materiale; elementi di rottura rispetto alle convenzioni delle forme pubblicitarie tradizionali dell’epoca.  Nel ’32 Davide Campari ordina la produzione della bottiglia alla Vetreria Bordoni.
Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX nel mondo industriale si diffuse la convinzione che il messaggio visivo potesse condizionare la popolazione, inducendola all’acquisto dei propri prodotti.
Contestualmente Campari si avvicinava sempre più alle forme d’arte contemporanee nella sua comunicazione.


I Futuristi sono i primi a stabilire una sintonia con il nuovo mondo industriale, comprendendo la natura innovativa della comunicazione pubblicitaria e le forti connessioni esistenti tra l’industria, la pubblicità e la produzione di forme espressive.
Fortunato Depero fu uno dei rappresentanti più attivi e illustri del movimento artistico. Nel 1919 crea la Casa d’Arte Futurista, con funzioni paragonabili a quelle di un’odierna agenzia di pubblicità, e mette a punto proprio per Campari un’originale strategia di comunicazione. Per lo stesso Depero “l’arte deve marciare di pari passo all’industria, alla scienza, alla politica, alla moda del tempo, glorificandole – tale arte glorificatrice venne iniziata dal futurismo e dall’arte pubblicitaria – l’arte della pubblicità è un’ arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi… arte gioconda– spavalda – esilarante – ottimista”.

Depero – Campari 

Il sodalizio Campari-Depero costituisce un caso nella storia della pubblicità italiana e suggella una collaborazione creativa che per Depero non avrà riscontro in nessun altro dei rapporti di committenza avuti nel campo della pubblicità.
Un momento topico della collaborazione tra Campari e Depero si ebbe con il Numero Unico Futurista Campari del 1931 che aprì le porte a nuove iniziative, mirate alla realizzazione di prodotti d’arte di pari passo alle esigenze pubblicitarie.

Allo stesso tempo l’opera segnò la fine del sodalizio tra l’azienda e l’artista, che però prima di concludersi diede vita all’originale bottiglia di un nuovo prodotto che avrebbe segnato la storia della produzione di alcolici: il Camparisoda appunto.

Fonti e sitografia: 
Google immagini 
https://wearepackagingfans.com/site/camparisoda-una-storia-darte-design-e-packaging/
https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/camparisoda_una_storia_d_8217_arte_design_e_creativita

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